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Sezione Tossicologia Forense  

 

02503 15641 - Segreteria

02503 15666 - Dirigente SMeL, Dr. Mauro Minoli

02503 15643 - Responsabile Analisi, Dr. Alessandro Ravelli

02503 15644 – Direttore, Prof.ssa Marica Orioli

 Linee di ricerca e collaborazioni

 Caratterizzazione del profilo analitico delle NPS (New Psychoactive Substances)

Con il termine Nuove Sostanze Psicoattive, ci si riferisce ad una nuova classe di droghe stupefacenti o psicotrope, allo stato puro o contenute in un preparato, che non sono disciplinate da quanto stabilito nella convenzione unica delle Nazioni Unite del 1961 sugli stupefacenti o nella convenzione delle Nazioni Unite del 1971 sulle sostanze psicotrope, ma che possono rappresentare una minaccia per la salute pubblica paragonabile a quella posta dalle sostanze elencate in tali convenzioni (decisione 2005/387/GAI del Consiglio), ovverossia un ampio gruppo di molecole di natura sintetica, caratterizzate da proprietà farmacologiche e tossicologiche particolarmente pericolose per la salute dei consumatori. Da un punto di vista chimico, si tratta in particolare di triptamine, fenetilamine, catinoni sintetici, cannabinoidi sintetici, piperazine e oppiodi, chimicamente modificate per progettare nuove entità chimiche, dagli effetti psicoattivi in gran parte sconosciuti.Tali nuove sostanze rappresentano, per i laboratori di Tossicologia Forense, un rinnovato cimento scientifico, poiché le analisi da espletare non possono più essere circoscritte solo alle categorie chimico-farmacologiche di interesse predefinito, ma devono essere in grado di indagare un numero elevato di sostanze in costante e rapido aumento (secondo i dati diffusi dal Dipartimento Politiche Antidroga, dal 2009, sono state identificate circa 280 NSP). Le difficoltà di caratterizzazione analitica delle NSP risiedono non solo nella mancanza di standard analitici di riferimento (inesistenti o non facilmente reperibili), ma anche nella scarsa disponibilità di letteratura specialistica e di metodi di riferimento e, non da ultimo, nella limitata diffusione di metodologie ad oggi disponibili idonee a questo scopo. Le metodiche analitiche tradizionali, infatti, spesso non sono sufficienti sia in termini di sensibilità analitica sia di tempistica d’analisi, poiché i committenti richiedono risultati validati ed affidabili in tempi sempre più celeri.

Il presente progetto di ricerca si prefigge quindi l’obiettivo di mettere a punto nuove metodologie avanzate per la caratterizzazione delle nuove entità molecolari delle NPS, in campioni biologici e non (polveri), già pervenuti all’osservazione del Laboratorio di Tossicologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, nello specifico, provenienti dalle strutture socio-sanitarie e dalla sala autoptica, nei casi di sospetta intossicazione.

(referenti prof.ssa M. Orioli, Dr. A. Ravelli, Dr. M. Minoli, Dr.ssa S. Casati, Dr.ssa I. Angeli)

 Ricerca di nuovi biomarker di abuso alcolico

 La ricerca si propone come obiettivo la messa a punto di un nuovo metodo estrattivo ed analitico per la ricerca del fosfatidiletanolo (PEth) nel sangue intero, come nuovo biomarker dell’assunzione cronica di alcol. Il PEth è presente nel sangue in varie forme omologhe di cui alcune riferibili, in modo specifico, proprio ai soli consumatori cronici. Inoltre, esso è caratterizzato da una velocità di degradazione in matrice molto più lenta rispetto a quella di altri marker analoghi di abuso alcolico determinati nel sangue (siero), come la CDT. Una volta messo a punto il metodo e validato, lo studio si propone di analizzare il sangue proveniente da alcuni pazienti dei Sert che fanno riferimento a ASST Rhodense e di correlare i valori determinati con quelli del marker sierico in uso, la CDT.

 (referenti prof.ssa M. Orioli, Dr. A. Ravelli, Dr.ssa S. Casati, Dr. M. Minoli, Dr.ssa I. Angeli)

 Analisi di 11 THC-OH in matrice cheratinica come marker di abuso di cannabinoidi

I prodotti a base di cannabis restano una delle droghe psicoattive più usate in tutto il mondo. I costituenti principali delle preparazioni di cannabis sono il composto psicoattivo delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), e due composti non psicoattivi, cannabidiolo e cannabinolo (CBD e CBN). Negli ultimi trent'anni l'analisi dei capelli dei cannabinoidi è diventata una procedura di routine nella maggior parte dei laboratori forensi. Tuttavia, l'interpretazione accurata dei risultati analitici rappresenta a tutt’oggi un problema non risolto. Attualmente, la valutazione del consumo di cannabinoidi viene effettuata mediante analisi quantitativa di THC e del suo metabolita acido 11-nor-9-carbossi-Δ9- tetraidrocannabinolo (THC-COOH). Sebbene la determinazione del THC-COOH, metodo messo a punto in questo laboratorio, si sia dimostrata fondamentale per distinguere tra esposizione passiva al farmaco e consumo attivo, la correlazione tra assunzione di THC e livelli di THC-COOH è ancora poco chiara. Il gruppo si propone quindi di valutare la possibile applicabilità dell'altro metabolita principale del THC, l'11-idrossi-Δ9-tetraidrocannabinolo (11-OH-THC), come marker di assunzione di cannabinoidi.

Il progetto si svolge in collaborazione con il Prof. Massimo del Fabbro, dello stesso dipartimento.

 (referenti prof.ssa M. Orioli, Dr. M. Minoli, Dr.ssa I. Angeli, Dr.ssa S. Casati, Dr. A. Ravelli)

 Studio del metabolismo della cocaina in matrici biologiche

 Lo studio si propone di mettere a punto nuove metodologie analitiche in spettrometria di massa per la caratterizzazione e l’analisi quantitativa dei metaboliti della cocaina in matrice biologica. Per questo progetto, il gruppo si avvale della collaborazione del Prof. Pietro Allevi, dello stesso dipartimento, per la parte relativa alla sintesi degli standard.

 (referenti prof.ssa M. Orioli, Dr. M. Minoli, Dr.ssa S. Casati, Dr.ssa I. Angeli, Dr. A. Ravelli)

  Determinazione di endocannabinoidi nel latte materno

Gli endocannabinoidi (EC) sono una famiglia di mediatori lipidici coinvolti in molteplici funzioni biologiche. Il sistema endocannabinoide, costituito dagli EC e dai loro recettori CB1 e CB2, rappresenta un sistema di segnalazione endogeno transiente in grado di attivarsi in caso di necessità. I numerosi effetti biologici di questi mediatori lipidici dipendono, tuttavia, dal tempo di permanenza degli stessi a livello dello spazio extracellulare, il quale risulta essere ampiamente limitato dal rapido trasporto attivo attraverso la membrana cellulare e dalla degradazione enzimatica. Questo progetto si propone di studiare le implicazioni del sistema endocannabinoide in diverse matrici biologiche di soggetti sani e patologici mediante l’analisi dei livelli di endocannabinoidi. Per questo progetto, il gruppo si avvale della collaborazione della Prof.ssa Pierangela Ciuffreda e della Dott.ssa Roberta Ottria del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche "L.Sacco".

 (referenti prof.ssa M. Orioli, Dr. A. Ravelli, Dr.ssa S. Casati)

 Determinazione di metalli pesanti in pazienti affetti da malattie neurodegenerative

Lo studio si pone come obbiettivo la determinazione del livello di metalli pesanti e tossici nei capelli e urine di pazienti affetti da malattie neurodegenerative (ND – Neurodegenerative disease). Il coinvolgimento dei metalli nella patogenesi delle ND è già stato osservato in diversi studi. La determinazione del livello dei metalli servirà anche da biomarker dell’evoluzione della malattia.

In collaborazione con la prof.ssa Ferrero del Dipartimento di Scienze Biomediche per la salute.

All’interno di questa collaborazione, vengono sottoposti ad analisi anche diverse tipologie di vaccini per il controllo del livello dei metalli pesanti.

  (referenti prof. M. Orioli e dott. D. Di Candia).

 Determinazione di Bisfenolo A (BPA) in materiale biologico di pazienti in trattamento per la perdita di peso.

Il (BPA) è un composto organico fondamentale nella sintesi di alcune materie plastiche e di alcuni additivi. Sospettato di essere dannoso per la salute, nel 2008 alcuni governi decisero di togliere dal commercio i prodotti che lo contenevano. I rischi legati all’utilizzo del BPA sono dovuti soprattutto alla sua azione di perturbatore del sistema endocrino (PE); i PE sono sostanze in grado di interferire con il sistema ormonale e di provocare effetti dannosi sull’organismo. Scopo dello studio è la determinazione del BPA nel sangue di pazienti (in cura presso il centro ICANS -International Center for the Assessment of Nutritional Status) in cui si sospettino disfunzioni metaboliche, caratterizzate da un importante e non spiegabile aumento di peso.

In collaborazione con il Dott. Giovanni Fiorillo del DeFENS- Dipartimento scienze per gli alimenti, la nutrizione e l’ambiente (Università degli Studi di Milano)  

 (referenti prof.ssa M. Orioli, Dr. M. Minoli, Dr. A. Ravelli, Dr. Ilaria Angeli, Dr.ssa S. Casati)

 Analisi LiPIDOMICA di diverse matrici

 Il progetto riguarda la messa a punto di nuove metodologie avanzate in spettrometria di massa per la definizione del profilo lipidico quali e quantitativo in diverse matrici biologiche.

Con il DISFARM è attiva una collaborazione per l’analisi lipidomica di diversi campioni di strato corneo, al fine di determinare una relazione con la variabilità nel profilo di assorbimento di xenobiotici (Prof.ssa Minghetti e Casiraghi – DISFARM).

All’interno del Dipartimento, relativamente a questa linea di ricerca, è attiva una collaborazione con il prof. Massimo del Fabbro, di seguito descritta.

 Caratterizzazione lipidica dei concentrati piastrinici autologhi (APCs)

 I concentrati piastrinici autologhi (APCs), ottenuti dalla centrifugazione del sangue intero, sono ampiamenti utilizzati per promuovere la rigenerazione tissutale in diversi campi della medicina, quali l’ortopedia, la chirurgia orale e maxillofacciale, la dermatologia, la chirurgia plastica e, in tempi recenti, sono stati impiegati anche nella terapia oncologica. A seconda del contenuto in leucociti e fibrina, gli APCs possono essere classificati in plasma ricco in piastrine (PRP), con o senza leucociti (L-PRP e P-PRP), e il plasma ricco in fibrina (PRF) con o senza leucociti (L-PRF e P-PRF). Ad oggi, nonostante i lipidi rappresentino una delle classi biomolecolari costituenti gli APCs, un profilo lipidico completo non è presente in letteratura. Questo studio si propone di caratterizzare il lipidoma dei principali concentrati piastrinici, mediante nuovi approcci in spettrometria di massa, al fine di valutare analogie e differenze nella composizione lipidica ed un’eventuale correlazione con la loro funzione biologica. Per questo progetto, il gruppo si avvale della collaborazione del Prof. Massimo del Fabbro e del Prof. Silvio Taschieri, per quanto riguarda la preparazione dei concentrati piastrinici e la rielaborazione dei dati.

 (referenti prof.ssa M. Orioli e Dr.ssa S. Casati)

 

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